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Al via il vertice del centrodestra alla Camera Sul tavolo leadership e candidature 

Al via il vertice del centrodestra alla Camera Sul tavolo leadership e candidature 

di Lorenzo Nicolao

A Montecitorio riunione tra i leader di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Il nodo premiership da sciogliere e le liste elettorali in vista del 25 settembre

Il primo ad arrivare è Matteo Salvini, che a Montecitorio ha subito raggiunto in giacca e jeans gli uffici del gruppo della Lega insieme al suo vice Giancarlo Giorgetti e al vice presidente del Senato Roberto Calderoli. Poco dopo è apparso anche Silvio Berlusconi, presidente di Forza Italia in completo blu, cravatta e sneakers in tinta, che non tornava alla Camera dal febbraio 2021 (consultazioni per il governo Draghi). Ha negli ultimi giorni incassato gli abbandoni dei ministri ex Fi Renato Brunetta, Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini (oltre alla deputata Rossella Sessa), ma ha appena accolto Valentina Vezzali. Con lui presenti al vertice Antonio Tajani, Licia Ronzulli e la deputata-compagna Marta Fascina.

I vertici di Lega e Fi sono arrivati alla spicciolata alla sede della Camera dei Deputati verso le 15, per incontrare Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia. Con lei Ignazio La Russa. Oltre ai tre leader, presenti anche i centristi di Udc (Antonio De Poli e Antonio Saccone), Coraggio Italia (Luigi Brugnaro) e Noi con l’Italia (Maurizio Lupi). Si tratta di un vertice che per il centrodestra si svolge per la prima volta dopo anni in una sede istituzionale e non in una delle residenze di Berlusconi tra Roma , Milano e la Sardegna.

Il confronto del centrodestra era previsto alle 17 nella Sala Salvadori, ma è iniziato verso le 18. Proverà a sciogliere alcuni nodi in vista delle elezioni del prossimo 25 settembre. Su tutti la questione premiership e le liste elettorali, con i candidati nei collegi, poi l’agenda di governo (in programma ci sarebbe già la riforma del reddito di cittadinanza). La leader di FdI aveva parlato da subito precisato che sarà «premier chi prenderà più voti, come si è sempre fatto». Berlusconi e Salvini, più indietro nei sondaggi, sono invece apparsi più prudenti, con lo stesso leader di Fi che si era espresso «non particolarmente interessato al tema, un argomento che non lo appassiona». Lo stesso Tajani ha detto alla vigilia dell’incontro che «non emergerà da questo vertice il nome del candidato premier».

Tra gli alleati, il sindaco di Venezia Brugnaro (Ci) ha precisato al suo arrivo a Montecitorio di voler chiedere di correre con il simbolo del proprio partito, mentre sul discorso della premiership conterà per lui «l’unità di intenti della coalizione, per quanto sia giusto che chi prenderà più voti sia legittimato poi a decidere», concordando con le parole di Meloni.

Pezzo in aggiornamento…

27 luglio 2022 (modifica il 27 luglio 2022 | 19:33)

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